Giovedì, 21 Set 2017
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Opposizione a Sanzioni Amministrative

CappelloVigileI ricorsi presentanti avverso le sanzioni amministrative costituisce ormai buona parte del carico di lavoro di tutti i Giudici di Pace i quali sono chiamati costantemente ad aggiornare ed interpretare le leggi al fine di “adeguare” le proprie decisioni ai continui ed a volte contraddittori provvedimenti normativi.

A volte il ricorso non viene presentato tanto per la sanzione pecuniaria in sé e per sé, ma sempre più spesso per i punti della patente sottratti ovvero per la mancata comunicazione dei dati del conducente.

Autovelox, telelaser, photoreid, provida e quant’altro sono ormai divenuti nell’immaginario collettivo dei mezzi “diabolici” che irrogano una sanzione e di cui, stante anche le parziali e confuse notizie di stampa, non si conosce l’esatto funzionamento. Dal canto loro i Giudici di Pace troppe volte assumono decisioni in contraddizione non solo tra Uffici diversi ma spesso tra i componenti di uno stesso Ufficio Giudiziario: la conseguenza più palese di tale confusione è che chi deve presentate un ricorso avverso una sanzione amministrativa deve preventivamente “conoscere” l’orientamento del Giudice cui potrà venire assegnato il ricorso. Quando poi vi sono più Giudici di Pace per uno stesso Ufficio si capisce come l’esito dell’opposizione possa diventare un “terno al lotto”.

Lo studio Romano nell’affrontare tale tema parte dal principio basilare del rigoroso rispetto delle norme che presiedono alla sicurezza stradale e dalla certezza che occorrano sanzioni severe ma quando vi è la consapevolezza di aver meritato una punizione. Quando la sanzione è ingiusta, irrazionale o immorale è compito della Giustizia evitare che questa arrivi a sprigionare la propria afflittività. Il rispetto delle regole è un obbligo da rispettare dapprima per chi presiede al controllo della sicurezza stradale e solo successivamente per l’utente della strada.